Inverno
E la Terra sospira...
Elianemon
Da scuola stavo uscendo a mezzogiorno
sul rumoroso autobus, io, solo,
del finestrino alla sporca cornice
abbarbicato.
Pensavo. E il nuvoloso cielo vidi:
grigia una coperta il giorno avvolgeva
già dalla mattina; ma ora un vento
nuovo soffiava.
Come in un dipinto a essermi trovato,
che un pittor d’estro acuto rifinisce
dando a dei meri segni anima e vita
con pennellate
così anch’io vedevo il grigio sfondo
essere dipinto con nuovo blu,
dapprima a tratti fini e impercettibili
e poi esplodendo.
O inverno! Dimenticar mi facesti
l’intenso lapislazzuli del cielo
che par di Michelangelo il giudizio,
ma pien di gioia!
O nubi! Il sole caldo, dove, dove
nascosto tenevate? che io non sentii
i suoi tiepidi raggi sul mio volto
per troppo tempo!
Che sensazione azzurro cielo e sole,
che strano potere avete voi, amici,
di rallegrar per un istante il cupo
mio vagare!
Ma già schiamazzan gli altri viaggiatori
ignari di quest’intima mia gioia,
ignari del colore che è tornato
almen per poco…
Zitti, stolti, lasciatemi ascoltare
dei gialli raggi questo calor buono,
non contagiatemi col vostro finto
essere allegri.
Io pur non vivo, è vero, ma rinasco
con un poco di sole e un vento vivo:
invece voi nell’illusione vostra,
fatta di grida,
non morti, né vivi, sopravvivete.
Temporale estivo
Donde viene il caso mio
Un pioppo
Un pioppo
c’è
nella radura.
Le foglie fruscianti al vento d’estate
danzano al tempo dei baci infuocati
che di innamorati coppie incantate
si scambiano, i corpi al tronco intrecciati.
Stelle d’estate,
riflettori
su passioni private.
E tutto il bosco, e tutta la terra
e tutto lo spazio del firmamento
riluce del sentimento che atterra
e batte accanto al pioppo il cuore lento.
Lontane
luci
di città.
morto scenario di nuova città
ma nella radura c’è il pioppo antico
e qualche amante lo circonderà.
Dolce
scende
nel petto
la linfa
del pioppo,
nel blu
della notte
verde linfa
vitale.